ODONTOIATRIA


a cura del Dr. Marco Mitola, denstista

Segni e sintomi primari prodromici specifici della patologia sclerodermica non sono rilevabili nella cavità orale.
Tuttavia vi sono una serie di segni clinici che l’odontoiatra può associare al progredire della malattia

Per semplicità li riassumo in 3 punti:

1) Modifica della salivazione fino ad arrivare ad una sensazione di secchezza della bocca come nella sindrome di Sjögren.
2) Sofferenza parodontale (apparato che interfaccia l’osso e la radice del dente) sia per la modifica della salivazione che per la compromissione del connettivo.
3) Diminuzione dell’apertura della bocca causata dalla perdita di elasticità dei tessuti della rima orale e delle guance.

La modifica della qualità e quantità della saliva possono essere aiutati con l’uso di oli a base di vitamina E (olio Vea è un esempio) esistono dei comodi Spray per uso orale.
La diminuzione dell’apertura della bocca va contrastata con fisioterapia appropriata e sostanze emollienti.
Fondamentalmente la bocca e i denti non sono l’organo bersaglio della sclerodermia ma, essendo interessato tutto l’organismo, anche l’apparato buccale ne è coinvolto.

Quindi la persona dovrà avere un attenzione maggiore nel conservare la salute della cavità orale.
Un’igiene domiciliare accurata non aggressiva, consiglio l’uso di spazzolini più morbidi da cambiare ogni mese o due al massimo, accompagnata da un igiene professionale con controlli periodici frequenti, ogni 3 o 4 mesi, favoriranno la salute della vostra bocca.

Si dovrà informare il proprio dentista del problema. La scelta terapeutica e la prognosi a lungo termine dovranno tener conto dello stato generale.
L’uso di antibiotici in previsione di cure cruente (l’estrazione dentale ne è un esempio) è sempre necessario, ci deve essere la massima attenzione in tutte quelle manovre che possono favorire un’infezione.


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